
Secondo la Polizia era morto da almeno tre giorni. A rinvenire il suo corpo ormai cadavere nei capannoni ex Rivetti di Biella è stato un gruppo di giovani che ha subito lanciato l’allarme. Claudio Fassone, 46 anni, residente in città non era solo uno dei tanti senza tetto che vivono ai margini della società. La sua storia è quella di un uomo la cui vita è cambiata per una delusione d’amore. Di un uomo che, dopo la separazione dalla moglie, non ha mai trovato pace. Che si è rinchiuso nella più totale solitudine, alla ricerca di un pochino di tranquillità. «Era una persona buona – spiega il fratello Fabrizio – da giovane era un ragazzo come tanti. Si è sposato presto: avrà avuto più o meno 23 o 24 anni. Allora lavorava per l’Angelico: era tessitore e faceva il turno di notte.
«Prendeva anche un bello stipendio – prosegue – e in azienda era molto apprezzato».
Una vita felice, serena, come quella di tanti. Poi la separazione dalla moglie Anna ha segnato una vera e propria svolta: «Andare via di casa per lui è stato un vero e proprio trauma – prosegue Fabrizio Fassone – non si è recato al lavoro per settimane, fino a che non è stato licenziato».
Senza un lavoro e una casa in cui stare la vita di Claudio Fassone è completamente cambiata: «All’inizio è stato seguito dai servizi sociali. Dormiva all’asilo notturno e frequentava la mensa pubblica. Ma non gli piaceva stare lì: gli ospiti si picchiavano, spesso si verificavano furti. Lui non era quel genere di persona. Voleva solo stare tranquillo. E piuttosto che stare con persone che non gli piacevano preferiva la solitudine».
Ora i famigliari vorrebbero sapere le cause della sua morte. Negli Ex Rivetti Claudio Fassone si era creato un piccolo angolo con un letto, un tavolo e una sedia recuperati chissà dove. Ed è proprio in quell’angolino che uno degli amici lo ha trovato privo di vita. Ora, i famigliari vorrebbero sapere quali siano state le cause del decesso, ma la Procura della Repubblica non ha ritenuto necessaria l’autopsia e ha subito dato il nulla-osta per la sepoltura. Per il medico legale, come detto, la morte risale ad almeno tre giorni prima del ritrovamento: «I volontari della mensa pubblica – spiega invece il fratello – ci hanno detto di averlo visto domenica. E c’è anche chi sostiene di averlo visto lunedì mattina davanti all’ Esselunga: se è davvero così non poteva essere morto da tre giorni».
Intanto mercoledì pomeriggio si è svolto il funerale. Dopo la cerimonia religiosa Claudio Fassone è stato cremato: «E’ stato sepolto – conclude il fratello Fabrizio – nel cimitero di Candelo, nello stesso loculo della sua mamma naturale che ha perso quando aveva appena tre anni».
Shama Ciocchetti








